Digital Detox: con Off_Blog alla scoperta del benessere digitale.

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La necessità di prendere tempo: la Digital Detox.

Benvenuto in Off_Blog, il blog di aDayOff.

Se sei atterrato su questa pagina probabilmente sei in cerca di consigli su come limitare il tempo di utilizzo del tuo smartphone, o di speciali tecniche per aumentare la tua produttività nell’era della Distrazione Digitale.

Mi chiamo Mattia e da qualche tempo mi interesso al tema della Digital Detox, insieme al mio team.

Da tempo riflettiamo sul rapporto che si ha con i dispositivi tecnologici e di come questo impatti negativamente sulla produttività e sul benessere delle persone.

Il progetto aDayOff ha lo scopo di dare risposte e soluzioni a chi, come noi e te, ha intenzione di approcciarsi consapevolmente al mondo digitale.

In questo percorso ti spiegheremo come conoscere e praticare la Digital Detox che, oggi più che mai, costituisce un valido aiuto per ristabilire l’equilibrio e recuperare un rapporto ormai morboso con la tecnologia.

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A questo punto sai chi siamo e cosa facciamo.

Sei pronto per seguirci nel percorso di Digital Detox, alla scoperta di un nuovo modo approcciarsi a questo mare di tecnologia che ci circonda?

Partiamo!

Mai come oggi possiamo dire di essere connessi.

La tecnologia ci permette di videochiamare un amico dall’altra parte del mondo in pochissimi secondi.

Ci pensi?

Solamente qualche anno fa spedivamo blocchetti di cartoline dai luoghi delle vacanze e non vedevamo l’ora di rientrare a casa per vedere la faccia di chi le aveva ricevute!

Nel 2020 lo spedire cartoline è rimasto come pratica vintage dal sapore nostalgico, soppiantato ormai dalla real time sharing.

Ma prima di continuare in questa riflessione, vogliamo raccontarti come ci è venuto in mente di costruire un progetto basato sulla Digital Detox…

Tutto nasce da alcune considerazioni che abbiamo iniziato a fare qualche anno fa. Vogliamo renderle note anche a te, per dimostrare quanto la dipendenza dalla tecnologia abbia preso le forme di un problema che, silenziosamente, sta colpendo molti di noi.

Lo facciamo attraverso il racconto emblematico di Mattia:

“Una mattina d’estate di non molto tempo fa mi sono svegliato prestissimo. Il sole non era ancora sorto che già ero in viaggio verso Bologna: mi stava aspettando un aereo, direzione Barcellona.

Terminate le fasi di check-in e messo in fila aspettando l’imbarco, incurante della stanchezza dovuta alle poche ore di sonno, avevo deciso di passare il tempo “scrollando” la pagina Instagram in cerca di non si sa bene cosa.

Avrei dormito durante il viaggio.

Ma atterrato a El Prat avevo ancora il telefono in mano. Avevo passato l’intero volo a giocare con un giochino scaricato il giorno prima.

Non avevo dormito, e quel che era peggio avevo sprecato due ore del mio tempo.

In quel momento ho realizzato che ero appena atterrato nella città che da sempre desideravo visitare e non avevo nemmeno goduto della vista della Barceloneta dall’alto (ero atterrato all’alba) e addirittura non ricordavo neppure la faccia dell’hostess che mi diceva…

Cosa mi aveva detto l’hostess quando sono sceso?

No. Non è uno scherzo.

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Lì, in quel preciso istante, mi sono accorto che così non andava.

Non poteva andare e non doveva andare in quel modo.

Al ritorno, sempre in aereoporto, è successa un’altra cosa stranissima che ha ulteriormente contribuito a cambiare le mie abitudini e stravolto il mio senso del tempo.

Te la racconterò, ma non oggi.

In fila per entrare alla Sagrada Familia non c’era una singola persona che stesse parlando col suo vicino. Erano tutti chini sul proprio telefono.

A Casa Battlò un signore è caduto dalla scalinata perché era intento a condividere l’ultimo scatto sui suoi profili Social.


Si è costantemente connessi nel mondo digitale, ma pericolosamente sconnessi dal quello reale.

Questo pensiero mi ha accompagnato per tutto il mio soggiorno a Barcellona.

Ed è stato così che ho iniziato a far caso a quanto tempo passiamo immersi nella realtà parallela che i nostri smartphone ci offrono e a maturare l’idea di un progetto di Digital Detox.”

Di aneddoti come questi ne abbiamo a centinaia e, se ci pensi un attimo, sicuramente ne avrai anche tu.

Sempre più spesso si vedono tavolate di persone intente a perdersi nel loro mondo virtuale, piuttosto che iniziare una conversazione con chi gli siede accanto.

Di sicuro anche tu avrai notato questo preoccupante trend.

E’ incredibile come si faccia caso a certi comportamenti solo quando si riesce – per un solo attimo – a scendere dalla ruota e a osservarla dall’esterno.

Le relazioni si misurano in followers, la popolarità in ingaggio, l’essere leader in condivisioni.

Le emozioni viaggiano a migliaia di megabyte/secondo e i cuori battono al ritmo del “tap-like”.

Ti sei mai chiesto quanto costa la nostra assenza dal mondo reale?

La notizia è che non possiamo misurarla.

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Riesci a contare quanti momenti ti scorrono via da sotto il naso mentre sei intento a rispondere urgentemente all’ultima mail? O quante volte perdi la concentrazione per controllare le notifiche sul tuo smartphone?

Forse no.

Non diamo il giusto valore al tempo.

Si pensa che rispondere “subito” e “ora” sia un obbligo morale verso chi ha scritto.

In questo processo la protagonista indiscussa è una fobia invisibile, che giorno dopo giorno indebolisce le autodifese: si tratta della FOMO – Fear Of Missing Out.

Letteralmente, la paura di essere tagliati fuori.

Questa paura spinge a voler consumare online quanto più tempo possibile per non perdersi gli ultimi aggiornamenti e le ultime attività dei nostri amici.

La ricerca della felicità è un vano tentativo di colmare il gap tra la vita che si sogna di avere (quella propinata dai Social) e quella che si vive. C’è chi si ammala nel fare questo.

Lo scopo della Digital Detox è proprio quello di sconfiggere questa paura e restituirti la tua vita nelle tue mani.

Questo discorso ti sembra estremista? Di seguito troverai qualche statistica relativa al mercato italiano.

Secondo uno studio di DataReportal in collaborazione con Hootsuite, a gennaio 2020 circa 49 milioni di persone utilizzano abitualmente internet, di cui 35 milioni hanno anche un account social attivo.

Nell’era della globalizzazione questo dato è confortante.

Mai come in questo periodo internet ci apre a infinite possibilità ed opportunità: lavoro, informazioni, investimenti, relazioni e connessioni.

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Il dato allarmante su cui riflettere è il tempo medio di utilizzo giornaliero di internet:

  • 6h di navigazione web;
  • 1h 57 min di utilizzo Social Network;
  • 3h 03 min di visione serie TV in streaming;
  • 1h di ascolto musica;
  • 50 min di gaming.

Proviamo a fare un semplice calcolo:

6h + 1h 57m + 3h 03m + 1h + 50m = 12h 50min

Dodici ore e cinquanta minuti su ventiquattro ore passati dietro ai nostri dispositivi.

Non ti sembra un po’ troppo?

A noi sì.

Se aggiungi a quella somma una media di 8h lavorative a giorno, rimangono 4h di sonno.

E non abbiamo contato il tempo per mangiare, lavarsi, fare sport e intrattenere qualche relazione offline.

Sei ancora convinto che non sia un problema?

In un mondo che gira sempre più veloce, nasce il bisogno di rallentare. In questo, la Digital Detox ricopre una funzione determinante per ristabilire quelle che sono le vere priorità.

Abbiamo bisogno di ripensare la nostra scala di valori in funzione del fatto che abbiamo solo questa vita, e non è giusto passarla all’ombra dei nostri dispositivi, a rincorrere sogni di altri e a desiderare di vivere vite che non ci appartengono.

Nei prossimi articoli ristabiliamo l’ordine delle cose, per migliorare la produttività e non dipendere dagli smartphone. Per rigettare la FOMO e vivere più sereni.

Sei pronto?

Alla prossima,

il team di aDayOff